Arti Marziali: quali sono e quali scegliere

Arti Marziali

Si chiamano Arti Marziali perché servono per combattere, hanno a che fare con la battaglia e la guerra. Una guerra di intelligenza, però, che se associata alla forza fisica rende un guerriero grande. Ma se il termine vero e proprio “arti marziali” veniva usato in Europa fin dal Medioevo – per descrivere le battaglie sul campo – la definizione moderna si lega alle antiche arti della preparazione del guerriero orientali.

In Asia, infatti, le “arti marziali” non erano tecniche di combattimento effettive. Erano allenamenti che dovevano aumentare la forza e la sicurezza in se stessi dei combattenti. Servivano per essere preparati allo scontro, alla vita ma anche alla morte. E coinvolgevano enormemente il cervello, il pensiero, lo stato d’animo. Oggi sono gli sport più praticati, specie dai bambini, e sono tra i pochi sport veramente nobili, leali e utili.  

Arti Marziali a mano nuda

Le arti marziali a mano nuda sono quelle che prevedono solo ed esclusivamente la forza fisica e la prontezza di riflessi dei combattenti. Si distinguono in:

  • allenamento di percussione – ovvero quello che implica un attacco mirato a far male, come ad esempio il Karate, il Muay Thai, il Kickboxing, il Kudo, il Kung Fu e le loro decine di varianti orientali.
  • lotta di proiezione – come Aikido, Zendokai, Judo, Jujitsu.
  • lotta di sottomissione – Judo, Jujitsu
  • lotta di immobilizzazione – Judo, Jujitsu, Zendokai, Kudo.

Arti Marziali con arma

Quando l’azione dell’uomo viene supportata da attrezzi offensivi, le arti marziali si definiscono “armate” o “con arma”. Tutte le arti marziali sopra elencate possono usufruire di oggetti offensivi (catene, bastoni, sciabole di bambù …) ma in prevalenza sono le arti marziali cinesi quelle che includono quasi sempre un’arma. Diverso il discorso del Kickboxing che comprende i guantoni, usati come arma ma anche come difesa.

Arti Marziali occidentali

Usciamo dallo stereotipo: le arti marziali non sono solo quelle che vengono dall’Asia. Sono tali anche la “nostra” Lotta Grecoromana, la Scherma, il Pugilato, oppure le “danze di guerra” tipiche di alcuni popoli africani (la lotta Moraingy del Madagascar) oppure sudamericani (la Capoeira brasiliana). Pure il tanto discusso Wrestling rientra nelle arti marziali occidentali anche se la sua spettacolarità eccessiva lo rende più uno show che uno sport.

Quale arte marziale scegliere?

Le arti marziali sono particolarmente indicate per i bambini perché si basano su  disciplina e lealtà. Sono sport nobili che educano il corpo insieme alla mente e al carattere, e non fanno male nemmeno agli adulti.

Per i bambini sono indicati per lo più Karate Shotokan e Judo, mentre tra le discipline occidentali Lotta Grecoromana e Scherma. Da qualche tempo si sta introducendo anche la Capoeira come arte marziale adatta ai bambini, sebbene molti genitori siano ancora scettici.

Per le donne sono molto consigliate le tecniche orientali, specie come autodifesa. Karate, Judo, Jujitsu sono le più gettonate ma vanno benissimo anche Kickboxing e perfino la Capoeira.

Per mantenersi in forma si dovrebbe puntare per lo più su Boxe, Jujitsu, Kickboxing, Muai Thay e in generale su discipline marziali che consentano di sudare molto, muoversi molto e dunque bruciare calorie.

Per i meno giovani – ovvero dai 35 in su, è bene puntare su arti marziali cosiddette “morbide”. Lo Aikido è il più consigliato, ma va bene anche lo Judo se fatto a ritmi meno rapidi. Da qualche anno è diventato molto richiesto il Tai Chi, una sorta di danza elegante che però si pratica con gesti da combattimento e (finte) armi.

Per chi ha problemi di controllo della rabbia, le arti marziali migliori sono quelle aggressive: la Boxe, il Kickboxing, il Wrestling aiutano a sfogare stati d’animo che altrimenti sfocerebbero in rabbia e violenza.

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