Training all’aperto a ottobre: cosa fare

Training all'aperto

È ottobre e l’allenamento all’aria aperta, o outdoor training è sicuramente diventata la nuova frontiera del fitness e sempre più persone vogliono e desiderano allenarsi al parco vicino casa oppure sulla spiaggia o in montagna. Come si può quindi proporre degli allenamenti efficaci e motivanti. Uno degli aiuti più considerevoli viene sicuramente offerto dal circuit training. Si creano diverse stazioni o meglio postazione di esercizi e la classica serie finisce al termine delle stazioni.

L’efficacia dell’outdoor training può venire paragonata a quella dell’allenamento svolto in palestra e basteranno pochissimi accorgimenti per renderla migliore. Andiamo quindi a vedere qualche indicazione su come allenarsi in circuito nel parco dietro casa o anche in qualsiasi luogo all’aperto. Cominciamo con lo specificare i risultati che si possono raggiungere con questo tipo di allenamento:

• dal punto di vista psicologico abbiamo un miglioramento sulla motivazione e sullo scarico dello stress accumulato in ufficio.

• dal punto di vista respiratorio, abbiamo a disposizione per i nostri polmoni aria pura (se ci troviamo in un posto a basso tasso di inquinamento, chiaramente…)

• dal punto di vista estetico abbiamo una diminuzione della percentuale di massa grassa e una tonificazione generale del muscolo scheletrico, in alcuni casi abbiamo anche un’ipertrofia muscolare ma dipende dall’intensità degli esercizi eseguiti.

In poche parole allenarsi a circuito in total body ci aiuta a migliorare le nostre prestazioni di forza funzionale, ci aiuta a perdere grasso, a tonificare il muscolo e a restare in forma.

Total Body Workout

Per preparare il nostro circuito di allenamento total body avremo bisogno di uno spazio di circa 15 metri quadrati, di una superficie piana e…della forza di gravità. Dovremo pensare di tracciare un cerchio immaginario sulla nostra superficie piana e segnare ogni stazione, oppure postazione, sul diametro di questo cerchio. Potremo farlo con una bottiglia oppure con un sasso o per qualsiasi cosa ci indichi il punto della postazione.

A questo punto non resta altro che definire quante postazioni preparare e quali esercizi eseguire ad ogni postazione. Dovremo deciderlo tenendo conto della preparazione di tipo atletico che abbiamo. Potremo iniziare facendo un circuito semplice da sole 3 stazioni e questo servirà per farci capire come organizzarci. Potremo però scatenarci con la nostra fantasia e aggiungere qualsiasi esercizio a corpo libero e con o senza l’uso di pesi.

Esempio di esercizi

Nella prima stazione facciamo dei piegamenti sulle braccia, nella seconda stazione mettiamo lo squatjump e nell’ultima stazione addominali distesi. Lo squatjump significa piegare le gambe fino a portare i quadricipiti paralleli al pavimento e da questa posizione saltare in alto per poi ritornare in posizione di partenza.

I piegamenti sulle braccia sono quelli che genericamente vengono indicati con il temine “flessioni”, anche se bisogna precisare che in biomeccanica con il temine “flessione” si indica il passaggio di un arto da una posizione lunga a una corta senza base di appoggio, mentre con la parola “piegamento” si indica la flessione di un arto eseguita con una base di appoggio. Gli addominali distesi, invece, possiamo farli tirando su le spalle da pavimento di circa 5 centimetri e contraendo l’addome.

Cerchiamo di iniziare facendo 15 ripetizioni per ogni esercizio ininterrottamente, per poi fermarci all’ultima stazione, riposiamo 1 minuto e poi ricominciamo per 5 volte. Questo era un primo esempio, chiaramente è possibile eseguire esercizi più avanzati, o quantomeno, evoluzioni biomeccaniche che condizionano il nostro apparato muscolo-scheletrico in maniera altamente sinergica e atleticamente performante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *