Cosa sono i DOMS? Scopriamolo insieme

DOMS è l’acronimo per Delayed Onset Muscle Soreness, che letteralmente significa “dolore muscolare a comparsa ritardata”: con questo termine ci si riferisce ad un particolare tipo di sensazione che può comparire anche a distanza di ore rispetto all’attività fisica, che si manifesta attraverso la percezione di dolore, rigidità e forte sensibilità a livello di una porzione specifica di muscolo.

I DOMS coinvolgono tutti gli atleti, dai più esperti a coloro che sono alle prime armi, e possono insorgere a seguito dello svolgimento della propria normale sessione di allenamento, senza il bisogno di compiere sforzi eccessivi o particolari (anche se in quest’ultimo caso i DOMS risultano ancora più frequenti).

Quando si manifestano i DOMS?

Le tempistiche con le quali si manifestano i DOMS possono spaventare l’atleta, che inizialmente non riuscirà a trovare un nesso causale di tipo cronologico con l’attività fisica svolta: il picco massimo di dolore si raggiunge infatti 1-3 giorni dopo lo sforzo fisico, e può perdurare per circa una settimana, iniziando via via ad affievolirsi spontaneamente.

È importante riconoscere che si tratta di DOMS, in quanto in questo caso il riposo è fondamentale: non essendo ben chiara la causa che li scatena, applicare creme anestetiche o cortisoniche sul muscolo interessato, fare massaggi o stretching, potrebbe non servire a nulla, o peggio andare ad aggravare la situazione.

Perché compaiono i DOMS: le teorie

La comunità scientifica è piuttosto combattuta sulla causa da attribuire alla manifestazione di questo fastidio, e con gli anni ha formulato diverse teorie che possano spiegare l’insorgenza di un dolore così acuto e pungente anche a distanza di molte ore dall’esercizio.

Microtraumi

Una teoria molto accreditata riguarda l’ipotesi che i DOMS insorgano come sintomo di un trauma avvenuto in una regione molto piccola della fibra muscolare, ma incredibilmente importante: si tratta della linea Z del sarcomero, l’unità morfo-funzionale del muscolo che media lo scivolamento tra loro delle fibre di actina e miosina che mediano la contrazione muscolare.

A seguito di uno sforzo particolarmente intenso, oppure a furia di eseguire un allenamento non adatto al nostro fisico, questa regione del sarcomero potrebbe cedere e lacerarsi: per questo motivo, i nocicettori, ossia recettori responsabili del trasporto della sensazione dolorifica, tendono ad attivarsi in quella zona, portando l’atleta a sentire un dolore acuto e pungente.

Eccessivo accumulo di calcio

Secondo questa teoria, i DOMS sarebbero provocati da un eccessivo efflusso di calcio all’interno del reticolo sarcoplasmico della fibra muscolare: l’entrata di calcio in questa regione sub-atomica è fisiologica, ed è fondamentale che si verifichi affinché il potenziale elettrico del movimento possa propagarsi in maniera corretta tra le fibre muscolari, mediando un’efficiente contrazione della muscolatura. Nel momento in cui però si vengono a creare delle lacerazioni nei muscoli, ed essi appaiono danneggiati, il calcio potrebbe accumularsi anche al di fuori del reticolo, in queste regioni lesionate: qui, il richiamo di enzimi proteolitici come le proteasi, non farebbe altro che richiamare i mediatori dell’infiammazione (prostaglandine e istamine) dando al soggetto una sensazione di dolore molto forte e intensa.

DOMS: il problema è l’acido lattico

Questa terza teoria è in netta contraddizione con le prime due, per un semplice motivo: sia l’ipotesi del calcio che quella dei microtraumi, prevedono la presenza di un problema di natura “meccanico”, ossia causato da un movimento insolito, particolarmente intenso, che ha determinato un’anomalia nella struttura del muscolo. Se invece si parla di acido lattico, ci si riferisce ad un fenomeno del tutto fisiologico, che prevede l’accumulo di lattato nell’ambiente muscolare, causato dall’ipossia. Quando l’attività aerobica dell’organismo è molto intensa, i globuli rossi non riescono a soddisfare il fabbisogno energetico del muscolo, e per questo i processi metabolici optano per la formazione di energia senza l’utilizzo di ossigeno molecolare.

L’acido lattico è un prodotto di scarto, altamente tossico per l’organismo, che quando si accumula può generare una grande sintomatologia dolorifica. La teoria che i DOMS siano dovuti all’acido lattico è stata però respinta ampiamente: questo perché i dolori legati all’acido lattico compaiono molto rapidamente, mentre quelli dei DOMS si verificano a distanza di ore dall’attività fisica.